NULLA DIES SINE LINEA

MUCCIA (MC)

Un anno dopo il sisma

Nessun giorno senza una linea, scriveva Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale; le stesse parole troviamo al nostro arrivo sulla facciata di una palazzina Liberty ai margini del paese di Muccia. Impossibile non pensare all’esercizio quotidiano di ricostruzione che attenderà i cittadini di Muccia nel loro sforzo di rientrare in possesso del loro mondo, che per la seconda volta in due decenni è stato scosso alle fondamenta, e ferito irreparabilmente.
Ci aggiriamo per un paese silenzioso, immobile, in cui il tempo è sospeso e lo spazio è svuotato di presenza umana da un intero anno.
Il Sindaco Mario Baroni ci accompagna attraverso i luoghi vuoti. Lamenta che le ferite del paese siano meno visibili rispetto a quelle di altri Comuni limitrofi, ma più profonde. I danni in apparenza sono meno drammaticamente evidenti, e Muccia soffre di una sottovalutazione della sua reale situazione, ad un primo sguardo superficiale. Eppure più del 95% delle abitazioni è inagibile. La zona rossa del paese coincide con il centro storico, con l’eccezione di un’unica casa rimasta illesa per la quale è stato predisposto un percorso apposito all’interno della zona rossa.
Ad un anno dal sisma, il Sindaco ha voluto riaprire la Piazza centrale di Muccia: una restituzione simbolica ai cittadini di un angolo vivo all’interno di un paese surrealmente vuoto.
Dei quasi 1.000 abitanti, una parte è sistemata in alberghi sulla costa, ma un’altra è riuscita a rimanere nei pressi del centro abitato: chi in capannoni industriali, chi in container. C’è anche chi si è rifugiato in collina, all’interno dell’Eremo del Beato Rizzerio, unico luogo risparmiato dal sisma, che offre l’unica possibilità di celebrare riti e funzioni religiose.
La sola prospettiva per Muccia è l’abbattimento di gran parte delle abitazioni del centro storico e la loro ricostruzione: nulla dies sine linea.

 

Fotografie e testi: Claudia Ioan & Massimiliano Tuveri per Lo stato delle cose, l’Osservatorio permanente nazionale dell’Italia del dopo sisma, dove potrete vedere la versione ampia del nostro reportage.

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